“Chi più in alto sale, più lontano vede. Chi più lontano vede, più a lungo sogna”. Chissà cosa deve aver pensato il noto alpinista italiano Walter Bonatti quando pronunciò questa frase così evocativa sulla bellezza della natura e del paesaggio di montagna.
Io un’idea ce l’avrei, ma soprattutto se ripenso alle sue parole la mia mente va dritta ad un solo luogo: l’Alpe di Siusi.
Per quei pochi che ancora non la conoscono l’Alpe di Siusi è una delle località più famose e amate dell’Alto Adige. Un paradiso di prati punteggiati di baite, affacciato sui panorami della Val Gardena e vegliato dalla mole imponente del Sasso Piatto.
Hotel Tirler: armonia e natura nel cuore dell’Alpe di Siusi
In località Saltria sorge l’eco Hotel Tirler: un bellissimo hotel costruito secondo le linee guida della costruzione ecologica, incastonato come una pietra preziosa nel bellissimo paesaggio circostante, direttamente sulle piste da sci.
Qui io ed Alessia abbiamo trascorso tre giorni meravigliosi, ricchi di attività, di relax e benessere grazie agli oltre 850 metri quadrati di superficie dell’area wellness che l’hotel Tirler propone.
Hotel Tirler: bioedilizia e buon riposo
Fedeli ai principi della bioedilizia, la nostra suite 1752 presentava materiali e soluzioni di altissima qualità, tanto ottenere – così come tutte le altre camere dell’hotel Tirler – il sigillo di garanzia “Best Sleep Hotel Gold”: un riconoscimento che certifica l’altissima qualità del riposo di cui potrete godere.
Tutta l’area wellness è a dir poco spettacolare: al Tirler troverete una bio sauna al cirmolo, il bagno turco, una sauna aromatica al fieno pazzesca e la sauna panoramica, perfetta per le sessioni di auf guss organizzate da Hannes, vero “bomber” delle gettate di vapore. Non mancano la piscina interna ed esterna riscaldata a 33 gradi, il percorso Kneipp e tante rilassanti aree riposo.
Hotel Tirler: il vostro momento di relax
Nel pomeriggio ci siamo concessi un meritato trattamento all’interno della bellissima Curasoa Energy SPA dell’hotel Tirler. Non fatevi scappare l’esclusivo rituale Curasoa: una composizione di forza delle pietre e antica conoscenza di guarigione naturale, che ha sul corpo un effetto profondamente equilibrante.
Abbandonatevi, così come abbiamo fatto noi, alla forza curativa degli oli essenziali e delle erbe, ed al calore delle sapienti mani di Concetta – la bravissima terapista del Tirler – per un trattamento che ci regalato un profondo rilassamento ed una nuova carica di energia.
Hotel Tirler: il positive eating che fa bene al corpo e all’anima
Anche la parte food ha pienamente soddisfatto le nostre aspettative: dalla colazione (ricca e disponibile fino alla 11), al pranzo ed alla cena l’offerta gastronomica del ristorante dell’Hotel Tirler è decisamente varia ed in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. Tra l’altro il ristorante crede fermamente nel principio del “positive eating”: un approccio al cibo attento e consapevole, che esalta il contributo al benessere delle persone, ed è ideale anche per chi soffre di allergie. Un’attenzione che lo ha fatto diventare il primo hotel in Italia con certificazione ECARF.
Al ristorante i piatti classici della tradizione ne incontrano altri sapientemente rivisitati, come ad esempio il tagliolino alla carbonara aromatizzato al tartufo (l’ho adorato dal primo assaggio), la crema zucca, amaretto e gambero oltre al più classico filetto di vitello con purè di patate e funghi porcini: tutti ingredienti a chilometro zero che esaltano la qualità e la freschezza dei piatti. La carta dei vini è molto fornita e ricca di tantissime etichette locali.
Hotel Tirler: vivere la montagna in tutte le stagioni
Infine, tra le tante attività proposte dall’hotel Tirler noi abbiamo scelto il giro panoramico in e-bike con la bravissima Brigitte: un percorso di oltre 3 ore, facile ed accessibile a tutti (per noi era la prima volta in e-bike), che ci ha condotti nei punti più belli e panoramici di tutta l’Alpe.
“Certo che per te che hai la fortuna di vedere queste montagne tutti i giorni ormai non ti faranno più effetto!”. Le dico in un momento di riposo davanti al massiccio dello Sciliar. “Ti sbagli Alberto. Tutte le volte che salgo qui provo ancora una certa emozione!”.
Cara Brigitte, come darti torto…non avremo scalato montagne come Bonatti, ma certamente insieme a te abbiamo sognato ad occhi aperti!



























